Colle Molella – Colle del Leone

Dislivello: Partenza quota 1200 m – arrivo quota 1220 m (vari sali e scendi)
Durata: 3-4 ore
Difficoltà: E / EE (solo per la lunghezza)
Sorgenti: Non ci sono sorgenti , ne fontante.
Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.
Note:  Sentiero molto lungo, il più lungo di quelli che rapprsentano la copertura montana del comprensorio del Lago Laceno. Itinarario interamente su mulattiere e carraia.

Descrizione:
sentiero 137Il sentiero che dal Colle Molella ,passando per varie località che andremo a descrivere, arriva al Colle del Leone, rappresenta la più lunga e più affascinante escursione per gli amanti del verde e del sottobosco. Un percorso immerso tra alberi di faggio e vegetazioni miste dovute alla promiscuità delle impollinazioni dovuta all’esposizione particolare ai venti.
Il sentiero parte dal Colle Molella, all’imbocco della discesa che conduce all’Altopiano Laceno, da una mulattiera che troverete sulla vostra destra (salendo da Bagnoli Irpino). Si consiglia per il percorso integrale di attrezzarsi con almeno 2 automobili, una da posizionare al Valico Colle Molella e l’altra al Colle del Leone (o in alternativa al ristorante La Lucciola) siccome si percorrono oltre all’incirca 20 km sbucando in tutt’altra località senza ritornare alla partenza.
Dalla mulattiera inziale, indicata dalla Comunità Montana Terminio-Cervialto e segnalata dal Club Alpino Italiano con il numero 137, si prosegue lungo la traccia ben evidente, fino ad incontrare un primo cartello indicativo che ci indica alcune caratteristiche del tracciato.
In un primo momento la mulattiera tenderà a salire leggermente per poi susseguirsi in una serie infinita di strappi discendenti e ascendenti che costeggiano dapprima le Fosse della neve e poi il Vallone Caliendo.
Lungo la prima parte è possibile affacciandosi sul Vallone Caliendo , osservare la Valle del Calore, Montella e Bagnoli Irpino da una visuale del tutto diversa dal Belvedere Grande.
il verde sentieroPrimo punto di riferimento è la partenza di una nuova mulattiera, ben segnalata da una transenna e alcuni cartelli, che conduce verso l’imbocco non turistico delle Grotte di Caliendo. Consigliamo una visita all’ingresso (impossibile entrare senza guide del club speleologico) per poi ritornare sulla mulattiera iniziale, ovviamente facendo attenzione alla  orte pendenza che si frappone tra la carraia e la discesa verso le grotte.
(Per chi fosse interessato alal visita delle Grotte del Caliendo contattare il Circolo Speleologico di Bagnoli Irpino G. Rama).
La strada a questo punto senza scossoni e sempre tra verde sgargiante e pimpante ci conduce in una radura di arbusti e cespugli, tagliata dalla carraia. Siamo in località Vallepiana , dove si congiunge anche un sentiero che parte dalla Cappella di Santa Nesta , sul Lago Laceno. Da Vallepiana, camminando verso Ovest e senza perder d’occhio le tracce si prosegue su salite più “importanti”  , tra vari tornanti fino al raggiungimento di un albero scavato da un fulmine (soprannominato dal Club Alpino di Salerno “Nicchia di Diana), e successivamente, su una traccia flebile tra alti faggi, allo scoprto di un belvedere panoramico chiamato “Loggetta del Raiamagra“. Dalla Loggetta è possibile con un breve fuori percorso, uscendo dalla mulattiera , affacciarsi sul Monte Accellica e godere di una visuale mozzafiato.
loggetta del RaiamagraA questo punto per chi è interessato , parte la salita drastica del costone Raiamagra (spiegata in sezione apposita), mentre per il sentiero in questione si prosegue lungo la stessa mulattiera percorsa in partenza.
Dopo una decina di minuti si giugnerà in un pianoro affascinante, Valle d’Acera, dopo una discesa abbastanza pendente, ma senza nessuna difficoltà. Da Valle d’Acera, si percorrono cosi gli 8 km finali, tranquilli e rilassanti con andamento intuibile e lineare fino al raggiungimento della strada asfaltata comunale Laceno – Acerno – Calabritto che segna la fine del percorso al Colle del Leone. Il Colle è identificabile anche con un piccolo spiazale per parcheggio, con sassi e terriccio, tra faggi robusti e anziani.
Dal Colle i più intraprendenti potranno, seguendo in direzione Laceno, camminare lungo il Piano dei Vaccari e il Piano L’Acernese raggiungendo l’imocco dell’altopiano Laceno. Diversamente, per chi è più stanco resta l’opzione dell’auto lasciata al Colle del Leone e il proseguimento verso il Lago con propria vettura.


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