Il Lago cosi come lo vediamo oggi entrando nell’omonimo altopiano non è stato sempre nella stessa posizione e neanche nelle stesse dimensioni attuali. Molti forse erroneamente attribuiscono le ridotte dimensioni attuali al terremoto del 1980 eppure da documenti storici e da analisi fotografiche degli inizi novecento possiamo trarre altre conclusioni. Attualmente il bacino idrico è direttamente legato alle precipitazioni e cosi in periodi invernali particolarmente nevosi e aiutati da autunni piovosi il Lago si presenta decisamente ingrandito con un’estensione che giunge fin quasi l’imbocco dell’altopiano e al centro dello stesso (attualmente). Nei periodi estivi, con la stagione secca le acque si ritirano lasciando soltanto un piccolo laghetto posizionato tra e sponde all’area Pic Nic “Erica” e l’albergo abbandonato. Ma anni fa com’era il Lago Laceno? E’ giusto parlare ora di dimensioni ridotte attualmente oppure possiamo considerarla una costante storica? Dalla lettura del testo “Lezioni intorno alla natura delle Mofete” dell’illustre letterato Bagnolese Leonardo Di Capua, notiamo come dalle descrizioni del comprensorio e quindi del Cervialto, del vallone Caliendo, della Tronola emerga l’assenza del concetto del “Lago” intorno alla seconda metà del 1600. Molto probabilmente infatti all’epoca il bacino idrico non era ancora presente e da documenti più recenti giungiamo alla conclusione che l’altopiano era caratterizzato da laghetti e pianure che impedivano la coltivazione dei campi e la pastorizia. Fu in quel preciso istante che l’amministrazione comunale decise di incanalare il corso delle acque palustri (probabilmente create dalle sorgenti Tronola e Vreccelle) all’interno del inghiottitoio posto al ridosso dell’albergo al Lago (ex cappella del Salvatore), in modo tale da bonificare l’area e permettere lo sviluppo agricolo della zona. Nello stesso momento venutosi a creare il Lago in altra “locazione” si decise di popolarlo di trote e carpe al fine della pesca e di attività sportive. Attualmente il Lago Laceno ha perso probabilmente le sue dimensioni “originarie”, forse anche per la deviazione del corso della Sorgente della Tronola causata dal terremoto del 1980, riducendosi ad un caratteristico piccolo invaso.








