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	<title>Laceno Lago Laceno piste da sci, impianti sciistici, turismo invernale a Laceno frazione di Bagnoli Irpino Laceno d'oro festival cinematografico sul Lago lagolaceno Hotel Laceno</title>
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		<title>I Mostra Fotografica &#8220;Laceno 365&#8243;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 16:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Girogustandocampania di Bellizzi, nel progetto Laceno.net organizza a Bagnoli Irpino presso la Sala Consiliare del Comune in via Roma, in occasione della &#8220;Mostra Mercato del Tartufo Nero e dei prodotti tipici del Laceno&#8221; (30-31 Ottobre e 1 Novembre), la I Mostra Fotografica &#8220;Laceno 365&#8243;, un anno sul Laceno. Il progetto, partito da un lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="file:///D:/Fotografie%20Angelo/Laceno%20all%27Epifania%206%20Gennaio%202009/Laceno%206%20Gennaio%202009%20015.jpg" alt="" /><img class="size-thumbnail wp-image-160 alignleft" title="Volantino-Mostra-Laceno" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/10/Volantino-Mostra-Laceno-250x188.jpg" alt="Volantino-Mostra-Laceno" width="250" height="188" />L&#8217;Associazione Girogustandocampania di Bellizzi, nel progetto Laceno.net organizza a Bagnoli Irpino presso la Sala Consiliare del Comune in via Roma, in occasione della &#8220;Mostra Mercato del Tartufo Nero e dei prodotti tipici del Laceno&#8221; (30-31 Ottobre e 1 Novembre), la I Mostra Fotografica &#8220;Laceno 365&#8243;, un anno sul Laceno.</p>
<p>Il progetto, partito da un lavoro del Presidente Angelo Mattia Rocco (con l&#8217;appoggio del Consiglio Direttivo e di molti soci) già nel 2003, prevede l&#8217;esposizione di scatti particolari ed esclusivi della splendida località irpina e del suo comprensorio in tutte le stagioni e in tutte le condizioni meteorologiche. La possibilità di apprezzare fotografie dal sapore invernale con conformazioni di ghiaccio spettacolari e verdi scenari primaverili , seguiti da aridi e impressionanti panorami estivi e rossi &#8220;quadri&#8221; autunnali, fiumi, laghetti, sorgenti e altri spettacoli naturali. Una mostra frutto di ben 107 giorni passati sull&#8217;altopiano del Laceno, con passione, dedizione e tantissima forza di volontà. Tantissime escursioni su tutti i sentieri del comprensorio di Bagnoli Irpino che verranno messe a disposizione del pubblico in occasione della mostra fotografica. A grande richiesta anche dopo l&#8217;esposizione digitale del gruppo &#8220;Laceno&#8221; su facebook che ha portato l&#8217;associazione Girogustandocampania ad ottenere oltre 3.300 iscritti-fan.</p>
<p>&#8220;Un successo che sta premiando i nostri sforzi e le nostre passioni, un risultato raggiunto con pochi mezzi e con la disponibilità dell&#8217;irpinia che ci sta accogliendo come suoi figli e ci apprezza per la nostra semplicità&#8221; con queste parole il Presidente Rocco descrive il rapporto nato con la provincia di Avellino e che lega fortemente l&#8217;associazione con quell&#8217;angolo di Campania lontano dalla nostra realtà salernitana ma cosi vicino per emozioni e appartenenza emotiva, inoltre aggiunge &#8220;un ringraziamento speciale va all&#8217;amministrazione di Bagnoli Irpino e soprattutto all&#8217;Assessore al Turismo Eusebio Marano per la costante collaborazione e per la disponibilità con cui ha sempre seguito il nostro progetto e le nostre richieste, a dimostrazione di un&#8217; apertura agli scambi culturali con il resto della Regione e uno sguardo verso il futuro per lo sviluppo della località Irpina&#8221;.</p>
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		<title>Laceno &#8211; Monte Piscacca</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 21:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dislivello: Partenza quota 1100 m &#8211; arrivo quota 1391 m Durata: 1 ora e mezza in andata e 1 ora al ritorno Difficoltà: T/E Sorgenti: Non ci sono sorgenti, ne fontante. Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri. Note: Sentiero poco segnalato. Intuibilie il tragitto seguendo la mulattiera iniziale, possibilità di non distiungere l&#8217;attacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dislivello</strong>: Partenza quota 1100 m &#8211; arrivo quota 1391 m<br />
<strong>Durata</strong>: 1 ora e mezza in andata e 1 ora al ritorno<br />
<strong>Difficoltà</strong>: T/E<br />
<strong>Sorgenti</strong>: Non ci sono sorgenti, ne fontante.<br />
<strong>Attrezzatura</strong>: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.<br />
<strong>Note</strong>: Sentiero poco segnalato. Intuibilie il tragitto seguendo la mulattiera iniziale, possibilità di non distiungere l&#8217;attacco secondario posto sulle rocce quasi a fine salita. Sono presenti dei segni gialli e alcune frecce nel tratto finale. Pericolo cani lungo il tragitto.</p>
<p><a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/05/monte-piscacca-01.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-155" title="Monte Piscacca" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/05/monte-piscacca-01-250x188.jpg" alt="Monte Piscacca" width="250" height="188" /></a>Il Monte <strong>Piscacca</strong> (Piscacco a Montella) o Monte <strong>Magnone</strong> / Monte <strong>Belvedere</strong> rappresenta la cima più <strong>panoramica</strong> del comprensorio <strong>Bagnoli Irpino &#8211; Laceno</strong>. Sulla sua sommità è posta una <strong>croce in ferro</strong> che la fa distinguere da tutte le atlre molto facilmente. La montagna è brulla, rocciosa e con poca vegetazione, anche se presenta piccoli traddi coperti dove è possibile rinfrescarsi.<br />
Arrivati al<strong> Colle Molella</strong> (salendo da Bagnoli Irpino), ed esattamente dove compare lo striscione &#8220;Pista Go Kart&#8221;, prendere la stradina sulla sinistra che conduce nel giro di 1 km e mezzo nei pressi di un <strong>fontanile </strong>e di una vasca (sulla sinistra). Lasciata l&#8217;auto nei pressi della strada, in corrispondenza del fontanile (acqua non potabile), passando al canto di alcuni recinti di pecore, si raggiunge la mulattiera principale ben visibile da lontano che si imbocca dopo un centinaio di metri su prato.<br />
La mulattiera sale decisa ed evidente, una strada carraia, compatta e ciottolosa che è costeggiata da declivi prativi ed è sormontata da una collinetta che viene attraversata a poco a poco.<br />
Il tratto iniziale è molto semplice e sempre allo scoperto, salvo alcuni passaggi sotto sporadiche &#8220;macchie&#8221; di faggi e peri selvatici che danno refrigerio all&#8217;escursionista. Oltrepassando allora la località <strong>pezze di Santa Maria </strong>e <strong>Vallescura di sotto</strong> (una piccola radura) si giunge sempre su carraia e dopo aver oltrepassato una sbarra e altri recinti, in località <strong>Vallescura di sopra</strong>. A quel punto la mulattiera continua verso il <strong>Montagnone di Nusco</strong>, ma la salita a Piscacca prende una piega diversa seguendo la freccia con l&#8217;indicazione &#8220;croce&#8221; (sulla sinistra in alcune rocce) e seguendo alcuni segni gialli posizionati dai pellegrini.<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/05/monte-piscacca-02.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-156" title="Monte Piscacca 02" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/05/monte-piscacca-02-250x188.jpg" alt="Monte Piscacca 02" width="250" height="188" /></a><br />
Facile da individuare il percorso che attraversa il costone montano al di sotto di un ripetitore telefonico e un pannello fotovoltaico che rimarrà sempre alla nostra destra.<br />
Lungo la salita la visuale è sempre aperta al Lago Laceno, al <strong>Monte Cervialto</strong> e al<strong> Monte Raiamagra</strong>, per posi spaziare piano piano anche sull&#8217;Accellica e sul verssante Nord Est in prossimità dello scollinamento.<br />
Infatti, ad un certo punto il sentiero roccioso e prativo tende a scendere lungo una traccia ben evidente, quando ormai è visibile già la Croce. Dal sentierino spicca <strong>Bagnoli Irpino</strong> tra le gole del Monte e <strong>Montella</strong>.<br />
Dalla Croce il panorama spazia ampissimo sulla valle del Calore e su tutti i paesi limitrofi, fino a <strong>Guardia</strong> e <strong>Sant&#8217;Angelo de Lombardi</strong>.<br />
Suggestiva è la visione del lungo cordone dell&#8217;<strong>Ofantina </strong>e del&#8217;immensa piana Irpina.<br />
La discesa è consigliata sullo stesso percorso anche se è possibile con tanta esperienza discendere il crinale dall&#8217;altro versante fino al Cimitero di Bagnoli Irpino.</p>
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		<title>Mostra Mercato del Pecorino Bagnolese e del Caciocavallo podolico 7a edizione</title>
		<link>http://www.laceno.net/mostra-mercato-del-pecorino-bagnolese-e-del-caciocavallo-podolico-7a-edizione.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sagra della Ricotta, del Formaggio e dei prodotti tipici del Laceno 30 e 31 Maggio 2009 Centro Storico &#8211; Bagnoli Irpino (AV) degustazione dei formaggi locali, dimostrazione della lavorazione del latte stand gastronomici e di prodotti tipici e Tartufo Nero di Bagnoli Irpino Nelle due serate tanta musica liscio &#8211; folk per informazioni: 0827/602601 Pro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Sagra della Ricotta, del Formaggio e dei prodotti tipici del Laceno</strong></p>
<p style="text-align: center;">30 e 31 Maggio 2009</p>
<p style="text-align: center;">Centro Storico &#8211; Bagnoli Irpino (AV)</p>
<p style="text-align: center;">degustazione dei formaggi locali, dimostrazione della lavorazione del latte</p>
<p style="text-align: center;">stand gastronomici e di prodotti tipici e <strong>Tartufo Nero di Bagnoli Irpino</strong></p>
<p style="text-align: center;">Nelle due serate tanta musica liscio &#8211; folk</p>
<p style="text-align: center;"><strong>per informazioni</strong>: 0827/602601 Pro Loco Bagnoli Laceno</p>
<p style="text-align: center;">
<p class="distanziatore">
<p class="distanziatore">
<p class="distanziatore">
<p style="text-align: center;">Il pecorino bagnolese è un formaggio, ricavato dal latte di pecora, prodotto nella zona<br />
dell&#8217;altopiano Laceno.  Può essere consumato fresco (come antipasto o fine pasto) o<br />
come cacio da grattugia quando è stagionato.</p>
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		<title>Il Silenzio&#8230; &#8220;vivere&#8221; l&#8217;altopiano e i suoi monti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 22:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensando all&#8217;essere umano e alla sua natura mi viene spontaneo concentrarmi sulla sua essenza legata all&#8217;ambiente e alla ricerca della fusione con esso. Il continuo rapportarsi e confrontarsi con il selvaggio e quella &#8220;presunzione&#8221; a volte di superare quel binomio uomo-natura ci portano a delle riflessioni intelligenti che ci fanno mettere i piedi per terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensando all&#8217;essere umano e alla sua natura mi viene spontaneo concentrarmi sulla sua essenza legata all&#8217;ambiente e alla ricerca della fusione con esso. Il continuo rapportarsi e confrontarsi con il selvaggio e quella &#8220;presunzione&#8221; a volte di superare quel <strong>binomio uomo-natura</strong> ci portano a delle riflessioni intelligenti che ci fanno mettere i piedi per terra e ci fanno vivere non contro di essa ma con e per essa. Quante volte nella storia umanistica l&#8217;uomo è stato al <strong>centro di un processo di evoluzion</strong>e che tentava di scavalcare i confini del terreno e di scoprire ciò che per esso non era possibile scoprire&#8230; ebbene, l&#8217;uomo con il passare degli anni e nei secoli ha metabolizzato la differenza e la sua inferiorità, ma ha anche concepito una cosa fondamentale che fa da motore alla filosofia della &#8220;<strong>vita vera</strong>&#8221; e cioè che &#8220;Noi&#8221; siamo figli di quella stessa natura.<br />
Senza dilungarmi troppo, volevo rendervi partecipi e farvi entrare in sintonia con quello che il corpo e lo &#8220;spirito&#8221; di chi &#8220;vive&#8221; la montagna percepisce e volevo anticipare quel discorso che terrà base a molte riflessioni su questo sito (l&#8217;uomo e la natura) legato ad un elemento che fa da collante e da incipit a questa situazione di &#8220;benessere&#8221; : <strong>il silenzio</strong>.<br />
Il silenzio è uno dei caratteri dell&#8217;<strong>essenza della Montagna</strong>, solo con esso si potrà divenire partecipi di ciò che i boschi e le montagne vogliono regalarci.<br />
Tornando sui nostri passi allora, c&#8217;è da rendersi conto che chi viene &#8220;folgorato&#8221; dall&#8217;<strong>altopiano Laceno</strong> non può fare a meno che tenerlo dentro in quegli istanti dove tutto tace e la natura parla. Immaginate di dormire sul lago la notte, svegliarsi prima dell&#8217;alba, aspettare le prime luci illuminare l&#8217;aria e affacciarvi dalla vostra tenda per &#8220;ascoltare&#8221; il &#8220;buongiorno&#8221; della piana. Questo è l&#8217;istante in cui si diviene parte del posto, dove la natura fa il suo corso e l&#8217; &#8220;Io&#8221; non può far altro che confondersi e fondersi con essa. Ricordo il <strong>vento attraversare le gole tra gli alberi</strong> del Cervialto e del Raiamagra &#8220;sussurrare&#8221; la vita della Montagna, le <strong>nebbioline</strong> elevarsi come spiriti dai boschi resi evanescenti da sole, la luce prender possesso del piano e l&#8217;erba che dopo essersi lavati di brina o rugiada si sveglia e si erge a padrona, il cantare degli uccelli il loro dominio, il ragno tessere la sua tela resa lucente dalla gelata in ogni panchina costruita dall&#8217;uomo, il satellio della vita sott&#8217;acqua&#8230; e quando tu, ti fermi seduto a non turbare il corso di queso &#8220;fiume&#8221; , chiudi e apri gli occhi e ascolti con attenzione, ti accorgi che questo posto ti &#8220;parla&#8221;, vuole condividere con te la sua bellezza, e ti rendi conto che in quel piano c&#8217;è un Dio che manda la sua &#8220;Anima&#8221; a prendere il Sopravvento rendentoti impassibile e inerme osservatore di quel Creato.<br />
<strong>&#8220;Vivere&#8221; la montagna</strong> in generale e il <strong>Laceno</strong> è soprattutto &#8220;abbandonarsi&#8221; ai messaggi che ci manda, non facendoci prendere dal luogo comune che ormai snobba l&#8217;arte del &#8220;pensare&#8221; e dell&#8217; &#8220;affascinarsi&#8221; alla natura. Farsi prendere dal concentrato di vitalità e di &#8220;misticismo&#8221; fa da traino per chi vuole comprendere le ragioni dell&#8217;escursionista e dell&#8217;amante della Montagna. Vivere questa esperienza al Laceno, almeno per me, non è come viverla in ogni luogo selvaggio (dove sicuramente c&#8217;è questo contatto diretto e unico), forse per vicende personali e ricordi, o forse perchè davvero qui accade qualcosa di diverso che &#8220;intender non può&#8221; chi non lo prova, ma l&#8217;emozione trasferitami da questa conca in altura non ha paragoni e non ha &#8220;rivali&#8221;.<br />
Purtroppo quel &#8220;Silenzio&#8221; una volta entrati in &#8220;meditazione&#8221; e essersi resi un &#8220;tutt&#8217;uno&#8221; al primo tocco umano, al primo rumore non naturale, si interrompe e tutto inzia a tornare lentamente alla normalità, anche se non sarà mai più la stessa cosa e tutto li sopra ci sembrerà diverso e &#8220;vivo&#8221;.</p>
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		<title>Colle Molella &#8211; Colle del Leone</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 11:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dislivello: Partenza quota 1200 m &#8211; arrivo quota 1220 m (vari sali e scendi) Durata: 3-4 ore Difficoltà: E / EE (solo per la lunghezza) Sorgenti: Non ci sono sorgenti , ne fontante. Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri. Note:  Sentiero molto lungo, il più lungo di quelli che rapprsentano la copertura montana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dislivello</strong>: Partenza quota 1200 m &#8211; arrivo quota 1220 m (vari sali e scendi)<br />
<strong>Durata</strong>: 3-4 ore<br />
<strong>Difficoltà</strong>: E / EE (solo per la lunghezza)<br />
<strong>Sorgenti</strong>: Non ci sono sorgenti , ne fontante.<br />
<strong>Attrezzatura</strong>: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.<br />
<strong>Note</strong>:  Sentiero molto lungo, il più lungo di quelli che rapprsentano la copertura montana del comprensorio del Lago Laceno. Itinarario interamente su mulattiere e carraia.</p>
<p><strong>Descrizione</strong>:<br />
<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/sentiero-137.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-138" title="sentiero 137" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/sentiero-137-250x188.jpg" alt="sentiero 137" width="250" height="188" /></a>Il sentiero che dal <strong>Colle Molella</strong> ,passando per varie località che andremo a descrivere, arriva al <strong>Colle del Leone</strong>, rappresenta la più lunga e più affascinante escursione per gli amanti del verde e del sottobosco. Un percorso immerso tra alberi di faggio e vegetazioni miste dovute alla promiscuità delle impollinazioni dovuta all&#8217;esposizione particolare ai venti.<br />
Il sentiero parte dal Colle Molella, all&#8217;imbocco della discesa che conduce all&#8217;<strong>Altopiano Laceno</strong>, da una mulattiera che troverete sulla vostra destra (salendo da <strong>Bagnoli Irpino</strong>). Si consiglia per il percorso integrale di attrezzarsi con almeno 2 automobili, una da posizionare al <strong>Valico Colle Molella</strong> e l&#8217;altra al Colle del Leone (o in alternativa al <strong>ristorante La Lucciola</strong>) siccome si percorrono oltre all&#8217;incirca <strong>20 km</strong> sbucando in tutt&#8217;altra località senza ritornare alla partenza.<br />
Dalla mulattiera inziale, indicata dalla <strong>Comunità Montana Terminio-Cervialto</strong> e segnalata dal <strong>Club Alpino Italiano</strong> con il <strong>numero 137</strong>, si prosegue lungo la traccia ben evidente, fino ad incontrare un primo cartello indicativo che ci indica alcune caratteristiche del tracciato.<br />
In un primo momento la mulattiera tenderà a salire leggermente per poi susseguirsi in una serie infinita di strappi discendenti e ascendenti che costeggiano dapprima le <strong>Fosse della neve</strong> e poi il <strong>Vallone Caliendo</strong>.<br />
Lungo la prima parte è possibile affacciandosi sul Vallone Caliendo , osservare la <strong>Valle del Calore</strong>, <strong>Montella</strong> e Bagnoli Irpino da una visuale del tutto diversa dal <strong>Belvedere Grande</strong>.<br />
<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/il-verde-sentiero.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-139" title="il verde sentiero" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/il-verde-sentiero-250x188.jpg" alt="il verde sentiero" width="250" height="188" /></a>Primo punto di riferimento è la partenza di una nuova mulattiera, ben segnalata da una transenna e alcuni cartelli, che conduce verso l&#8217;imbocco non turistico delle <strong>Grotte di Caliendo</strong>. Consigliamo una visita all&#8217;ingresso (impossibile entrare senza guide del <strong>club speleologico</strong>) per poi ritornare sulla mulattiera iniziale, ovviamente facendo attenzione alla  orte pendenza che si frappone tra la carraia e la discesa verso le grotte.<br />
(Per chi fosse interessato alal visita delle Grotte del Caliendo contattare il <a href="http://www.speleorama.it/" target="_blank"><strong>Circolo Speleologico di Bagnoli Irpino G. Rama</strong></a>).<br />
La strada a questo punto senza scossoni e sempre tra verde sgargiante e pimpante ci conduce in una radura di arbusti e cespugli, tagliata dalla carraia. Siamo in località <strong>Vallepiana</strong> , dove si congiunge anche un sentiero che parte dalla <strong>Cappella di Santa Nesta</strong> , sul <strong>Lago Laceno</strong>. Da Vallepiana, camminando verso Ovest e senza perder d&#8217;occhio le tracce si prosegue su salite più &#8220;importanti&#8221;  , tra vari tornanti fino al raggiungimento di un albero scavato da un fulmine (soprannominato dal Club Alpino di Salerno &#8220;<strong>Nicchia di Diana</strong>), e successivamente, su una traccia flebile tra alti faggi, allo scoprto di un belvedere panoramico chiamato &#8220;<strong>Loggetta del Raiamagra</strong>&#8220;. Dalla Loggetta è possibile con un breve fuori percorso, uscendo dalla mulattiera , affacciarsi sul <strong>Monte Accellica</strong> e godere di una visuale mozzafiato.<br />
<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/loggetta-del-raiamagra.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-140" title="loggetta del Raiamagra" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/loggetta-del-raiamagra-250x188.jpg" alt="loggetta del Raiamagra" width="250" height="188" /></a>A questo punto per chi è interessato , parte la salita drastica del <strong>costone Raiamagra</strong> (spiegata in sezione apposita), mentre per il sentiero in questione si prosegue lungo la stessa mulattiera percorsa in partenza.<br />
Dopo una decina di minuti si giugnerà in un pianoro affascinante, <strong>Valle d&#8217;Acera</strong>, dopo una discesa abbastanza pendente, ma senza nessuna difficoltà. Da Valle d&#8217;Acera, si percorrono cosi gli 8 km finali, tranquilli e rilassanti con andamento intuibile e lineare fino al raggiungimento della strada asfaltata comunale <strong>Laceno &#8211; Acerno &#8211; Calabritto</strong> che segna la fine del percorso al <strong>Colle del Leone</strong>. Il Colle è identificabile anche con un piccolo spiazale per parcheggio, con sassi e terriccio, tra faggi robusti e anziani.<br />
Dal Colle i più intraprendenti potranno, seguendo in direzione Laceno, camminare lungo il <strong>Piano dei Vaccari </strong>e il <strong>Piano L&#8217;Acernese</strong> raggiungendo l&#8217;imocco dell&#8217;altopiano Laceno. Diversamente, per chi è più stanco resta l&#8217;opzione dell&#8217;auto lasciata al Colle del Leone e il proseguimento verso il Lago con propria vettura.</p>
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		<title>Cappella Santa Nesta &#8211; Montagna Grande</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 10:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dislivello: Partenza quota 1100 m &#8211; arrivo quota 1509 m Durata: 2 ore e mezza in andata e 1 ora e mezza al ritorno Difficoltà: E Sorgenti: Non ci sono sorgenti, ne fontante. Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri. Note: Fondamentale è la conoscnenza del tratto dalla Cappella a Vallepiana, si consiglia la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dislivello</strong>: Partenza quota 1100 m &#8211; arrivo quota 1509 m<br />
<strong>Durata</strong>: 2 ore e mezza in andata e 1 ora e mezza al ritorno<br />
<strong>Difficoltà</strong>: E<br />
<strong>Sorgenti</strong>: Non ci sono sorgenti, ne fontante.<br />
<strong>Attrezzatura</strong>: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.<br />
<strong>Note</strong>: Fondamentale è la conoscnenza del tratto dalla Cappella a Vallepiana, si consiglia la percorrenza con una guida. Sentiero di facile percorrenza ma di difficile interpretazione nel tratto iniziale.</p>
<p><strong>Descrizione</strong>:<br />
<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/montagna-grande-01.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-122" title="montagna grande 01" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/montagna-grande-01-250x188.jpg" alt="montagna grande 01" width="250" height="188" /></a>Il sentiero parte dalla <strong>Cappella di Santa Nesta</strong>, situata sul circuito dell&#8217;<strong>Altopiano Laceno</strong>. E&#8217; un sentiero piacevole, tranquillo e rilassante che attraversa le distese boschive del <strong>Laceno</strong>, attraversando le zone a valle delle <strong>Ripe del Moggio</strong>.<br />
Dalla Cappella proseguire alle sue spalle lungo una traccia flebile di una vecchia mulattiera che subito, in forte pendenza conduce tra cerri e faggi in un leggero scollinamento che proseguirà, sempre su mulattiera fino all&#8217;imbocco della località <strong>Vallepiana</strong>. La località è di facile individuazione perchè rappresenta una piccola e particolare radura che va ad intersecarsi con una mulattiera-carraia proveniente dal <strong>Colle Molella</strong>.<br />
Dalla radura di Vallepiana quindi (facendo attenzione a proseguire verso Ovest) , proseguire anche in direzione del sentiero 137 del Club Alpino Italiano , lungo la comoda carraia che tra tornanti e salite di media difficoltà , con un tracciato lineare e impossibile da perdere, vi porterà fino alle <strong>Coste di Montagna Grande</strong>. Per la risalita all&#8217;eremo, è necessaria la conoscenza del luogo o la presenza di una guida, in quanto si tratta di un percorso difficile da individuare, lungo il crinale della <strong>Montagna Grande</strong> che risale senza indicazioni, partendo da una<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/montagna-grande-02.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-123" title="montagna grande 02" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/03/montagna-grande-02-250x188.jpg" alt="montagna grande 02" width="250" height="188" /></a> appena evidente traccia che si stacca sul costone  a sinistra, mentre si percorre la carraia presa a Vallepiana.<br />
La risalita alla cima, una volta intrapresa la traccia giusta è di intuibile interpretazione; si oltrepassano tratti di fitta vegetazione , accanto a distese di origano selvatico e rocce lisce, finchè all&#8217;improvviso a quota <strong>1509</strong> si apre un prato sprovvisto di vegetazione, roccioso e caratterizzata da un cerro solitario.<br />
La discesa da Montagna Grande può essere effettuata percorrendo all&#8217;inverso il sentiero della partenza, oppure con opportuna esperienza e cartina IGM alla mano e guida presente, raggiungendo il <strong>Colle del Sacrestano</strong> e discendendo verso il <strong>Vallone Raiamagra</strong> fino a sbucare dinanzi l&#8217;<strong>Hotel Grisone</strong>, sotto gli impianti di risalita.</p>
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		<title>Le &#8220;ore&#8221; del Lago</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 19:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Come &#8220;un camaleonte il lago cambia colore ad ogni evenienza&#8221; (cit.) e cambia colore in ogni stagione e attimo dell&#8217;anno. Ma la bellezza di questo posto è anche la grandezza nel rinnovarsi agli occhi in diverse parti della stessa giornta nelle stesse stagioni. Durante le mie numerose &#8220;visite&#8221; ho avuto la grande opportunità di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Come &#8220;un <strong>camaleonte</strong> il<strong> lago</strong> cambia colore ad ogni evenienza&#8221; (cit.) e cambia colore in ogni stagione e attimo dell&#8217;anno. Ma la bellezza di questo posto è anche la grandezza nel rinnovarsi agli occhi in diverse parti della stessa giornta nelle stesse stagioni. Durante le mie numerose &#8220;visite&#8221; ho avuto la grande opportunità di poter documentare gli effetti e i giochi di luce in quasi la loro totalità di sfumature, eppur son convinto che prima o poi l&#8217;ultimo tassello, ossia la notte, rientrerà all&#8217;interno delle mie ricerche. Fin ora un po per volontà personale, un po per necessità e per ovvietà l&#8217;<strong>alba</strong>, la <strong>mattina</strong>, mezzogiorno, il primo pomeriggio, il tardo pomeriggio e la sera sono state tutte esperienze verificate. L&#8217;enorme differenza di visione che appare alla vista è sbalorditiva, un vero e prorpio gioco di colori che a seconda dell&#8217;inclinazione dei raggi, della potenza degli stessi e del periodo regalano particolarità entusiasmanti.<br />
L&#8217;alba come punto di riferimento per eccellenza dei <strong>giochi di luce</strong>, rende l&#8217;atmosfera sobria e sottile, quasi sempre accompagnata dalle nebbioline tenui, l<strong>&#8216;altopiano</strong> regalerà quel sapore di &#8220;nuovo&#8221; legato alla sensazione di qualcosa di &#8220;<strong>antico</strong>&#8221; relegato nella memoria e negli anni. Infatti, non è da poco quello strano sentimento che mi riempie di gioia quando vedo la luce del sole che pian pian tenta di valicare la &#8220;<strong>muraglia</strong>&#8221; che circonda il lago. Una sensazione di primitivo, legata ovviamente al fattore del silenzio che gioca un ruolo fondamentale in questa &#8220;<strong>reazione</strong>&#8220;. Naturalmente come ovvio che sia l&#8217;alba porta con se una serie di elementi precisi, diversificati stagione per stagione, che meritano &#8220;poeticamente&#8221; una descrizione a parte e personalizzata.<br />
Quando il sole riesce nel tentativo del &#8220;<strong>valico</strong>&#8220;, i primi raggi toccano &#8220;terra&#8221;, non violenti e con tutta la grazia della natura accarezzano l&#8217;erbetta del piano cominciando dai primi pascoli fino a riflettersi e a specchiarsi sulle piccole onde, formate dal vento, del lago . Gli <strong>animali</strong> iniziano ad orientarsi e sembrano quasi convinti e decisi a riprendere il loro posto nell&#8217;altopiano dopo una notte quasi sempre gelida a causa delle inversioni termiche.<br />
Il <strong>sole</strong> inizia a posare alto e prima che tocchi il centro comincia già a colorare e ad &#8220;<strong>infiammare</strong>&#8221; le tonalità del verde in primavera, del giallo in estate (secchezza dei campi), del rosso in autunno e del bianco in inverno. Nel mezzo della mattina che noi raggiungiamo il massimo della lucentezza e della vita, finchè a mezzogiorno e da mezzogiorno inizia il lento calare dietro il <strong>Raiamagra</strong> che rimanda la vita alla notte e fa si che il sonno dei colori prenda il sopravvento. Ma quel &#8220;<strong>sonno</strong>&#8221; non è &#8220;<strong>morte</strong>&#8221; ed è cosi che tra il primo pomeriggio e i primi segni di declino del sole da piena lucentezza iniziamo ad avvertiere, magari stando nel lato all&#8217;ombra del circuito ed osservando l&#8217;aloptiano al centro, quella caldezza interirore che si perpetra dagli occhi all&#8217;anima. Una situazione &#8220;<strong>calda</strong>&#8221; che avviene anche in inverno, quando il tramonto rende rosacea la candida neve.<br />
Inizia a calare il sole, la luce non giunge più e lo scuro avanza, le prime luci del villaggio si accendono, il lago inzia a tingersi di un blu particolare in inverno e di un verde scuro in estate, chiaro segno del riposo che attenderà il Laceno durante la <strong>lunga notte</strong>&#8230;</p>
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		<title>Gara ciclistica al Lago Laceno</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 16:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ora della mia prima gara ufficiale sul Lago Laceno era arrivata. Un pomeriggio d&#8217;estate, non ricordo il mese di preciso, caricammo la bici in un furgoncino di mio padre e ci avviammo su per la salita. Arrivammo abbastanza presto, il raduno era ancora pressocchè nullo e c&#8217;erano solo 2 o 3 ciclisti che si stavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ora della mia <strong>prima gara</strong> ufficiale sul <strong>Lago Laceno</strong> era arrivata. Un pomeriggio d&#8217;estate, non ricordo il mese di preciso, caricammo la bici in un furgoncino di mio padre e ci avviammo su per la salita. Arrivammo abbastanza presto, il raduno era ancora pressocchè nullo e c&#8217;erano solo 2 o 3 ciclisti che si stavano riscaldando. Nel frattempo io ero teso ed agitato, ne venivo da una prestazione abbastanza buona al &#8220;<strong>trofeo Di Muro</strong>&#8221; a <strong>Pontecagnano</strong>, ma nello stesso tempo una gara completamente pianeggiata non l&#8217;avevo mai affrontata e cosi mi sentivo in difficoltà. La partenza era situata davanti alla &#8220;<strong>Sorgente della Tronola</strong>&#8220;, una delle fontane del Lago, situata al fianco dell&#8217;unica <strong>area di servizio</strong>, di fronte ad una piccola area pic nic adiacente ad alcuni residence. Dopo aver riempito le borracce ed aver preso un <strong>caffè</strong> al bar, mi sedetti su una panchina per distendere un po i muscoli e osservavo intanto l&#8217;afflusso delle altre squadre arrivare. Io non facevo parte di un vero e prorpio gruppo, diciamo che ho sempre corso da individuale e cosi ogni corsa venivo accompagnato da mio padre e mio nonno che facevano da assistenza con l&#8217; &#8220;<strong>ammiragli</strong>a&#8221;. Ad un tratto la strada diventò piena di <strong>biciclette</strong> ed io inzia a riscaldarmi attorno al circuito facendo qualche giro lento in agilità. L&#8217;alto numero di partecipanti non mi sconvolgeva ma capii subito che non saremmo partiti tutti insieme e cosi l&#8217;organizzazione decise di dividere il gruppone in <strong>2 batterie.</strong> La prima composta dalle categorie dai <strong>25 ai 35 anni</strong> e la seconda dai <strong>36 ai 70</strong> con l&#8217;inclusione della <strong>categoria allievi</strong> ossia la mia. All&#8217;inizio questa scelta mi piacque perchè consideravo il gruppo inziale più forte ma poi le cose cambiarono letteralmente.<br />
La giuria ci chiamò alla linea di partenza, la prima batteria fu quella del gruppo 25-35 anni e cosi dopo circa 3 minuti dal primo &#8220;via&#8221;, partimmo anche noi. Il circuito si percorreva in senso orario, si doveva completare per ben <strong>15 volte</strong> e al quindicesimo giro bisognava uscire dal circuito per completare la corsa su una salita posta esattamente all&#8217;ingresso dell&#8217;altopiano. Un circa <strong>300-500 metri</strong> con una pendenza dell&#8217;<strong>8-9%</strong> dove era situato l&#8217;arrivo. La gara iniziò subito con un ritmo elevato nonostante il rettilineo di partenza fosse in leggerissima salita e con vento contrario. Non si scendeva mai sotto i <strong>quaranta orari</strong> nella battute iniziali e subito si andarono a formare le <strong>prime fughe</strong>. Un corridore del mio &#8220;gruppo&#8221; (non lo citerò neanche perchè non merita) e con una certa esperienza mi cosnigiò di <strong>rintuzzare i primi attacchi</strong> e di entrare nelle prime fughe, al chè iniziai cosi, tirando ad <strong>oltre 50 chilometri all&#8217;ora</strong> e spendendo diverse energie. Subito però capii che era solo un consiglio infingardo, dato che lui stava sfruttando il mio lavoro. Decisi di starmente nella <strong>pancia del gruppo</strong> per un bel po, non tiravo e non davo cambi, quando all&#8217;improvviso nella penultima curva del circuito (quella dove si incrociano le strade che riportano a <strong>Bagnoli Irpino</strong>) la mia ruota posteriore andò a colpire una pigna caduta da un albero, la bici sbandò di colpo verso la sinistra del gruppo, ma fortunatamente io non caddi e il gruppo mi evitò. Quell&#8217;incidente scatenò l&#8217;ira di alcuni &#8220;anziani&#8221; i quali senza ritegno iniziarono ad urlare e a inveire contro di me come a pensare che io sarei voluto cadere apposta. Le urla e le &#8220;minacce&#8221; mi intimidirono, cosi per mia sfortuna mi misi <strong>in coda al gruppo</strong> faticando leggermente di più a tenere il passo dato che nella pancia si stava molto meglio. Passarono cosi quattro o cinque giri, finchè non trovai un ragazzo di Bagnoli Irpino che staccandosi dalla prima batteria era entrato nel nostro gruppo e inziammo a parlare negli attimi concitati. Si chiamava <strong>Tonino</strong> e siccome era fuori gioco decise di aiutarmi e di farmi da <strong>gregario</strong>, mi consigliò di mettersi alla sua ruota e di seguirlo ovunque perchè mi averebbe condotto nei meandri del gruppo facendomi risalire e faticare poco. Intanto i giri passavano e alla pompa di benzina l&#8217;addetto con il cartello segnò <strong>1 giro al termine</strong>. Gli attimi di quel giro furono tremendi, l&#8217;andatura si alzò alle stelle e Tonino mi sussurrò che dopo aver completato questo giro, nel finale mi avrebbe <strong>lanciato sul falsopiano</strong> adiacente al ristorante &#8220;<strong>Lo spiedo</strong>&#8221; e da li avrei dovuto continuare da solo , con la testa bassa e stringendo i denti fino alla salita. Cosi facemmo, Tonino fece una sorta di <strong>lunga volata</strong>, io a ruota e quando lui si spostò io filai dritto verso l&#8217;area pic nic del Lago e verso l&#8217;ultimo stappetto prima del rettlineo conclusivo che mi avrebbe portato alla salita finale. La fatica era immane, io correvo ad oltre <strong>54Km/h</strong> da solo, il vento dava fastidio, il gruppo rinvenvia ma io ero sempre davanti, quel che bastava per affrontare il tratto finale con tranquillità. Lo <strong>sforzo</strong> diventò tremendo ma stavo per giungere li, all&#8217;imbocco dei <strong>400 metri finali</strong> quando la giuria mi fermò e mi indicò che avrebbero voluto fare un altro giro. Ero letteralmente disperato, avevo faticato inutilmente, le gambe erano durissime, quasi con le lacrime dallo sforzo decisi di tentare il tutto per tutto e continuai a correre sul circuito senza farmi riprendere, ma il gruppo era deciso e mi raggiunse. Per &#8220;punirmi&#8221; non mi facevano entrare e continuavano a tenermi avanti di qualche metro per continuare a farmi faticare. Dal gruppo scatta il fratello del &#8220;collega&#8221; che mi faceva rintuzzare le fughe all&#8217;inizio ed io, ormai tagliato fuori per la fatica dalla vittoria finale, per orgoglio mentre lui mi urlava di non inseguirlo per farlo vincere, feci l&#8217;ultimo sacrifico e rintuzzai quella fuga. All&#8217;ultimo chilometro non ce la facevo più, provai a rientrare, mi riposai un po, cercavo di conservare qualcosa per la salitella finale, ma al primo passo sul 9% i crampi mi presero ed io cedetti tantissime posizioni nello sconforto totale e nel dispiacere assoluto.<br />
Quando la &#8220;<strong>giuria</strong>&#8221; ti fa perdere una corsa, non è come averla persa sul campo, non sei stato sconfitto dal tuo avversario ma dalla cattiva organizzazione e cosi al sol pensare a quella ghiotta occasione mi viene rabbia e tristezza. Son passati anni e non sono andato più a riprovare quella gara, se non una prova a cronometro nel 2004.<br />
Ora nel mio immaginario c&#8217;è un giorno nel quale tornerò li su e farò mia questa corsa (dovrò riprendere ad allenarmi però) sperando di poterla raccontare su questo blog.</p>
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		<title>Laceno &#8211; Colle del Sacrestano &#8211; Costone Raiamagra</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 14:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dislivello: Partenza quota 1100 m &#8211; arrivo quota 1667 m Durata: 3 ore e mezza in andata e 1 e mezza al ritorno Difficoltà: E+ / EE Sorgenti: Al rifugio Amatucci. Attrezzatura: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri. Note: Effettuare il sentiero con una guida per la mancanza di segnaletica. Descrizione: Dagli impianti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dislivello</strong>: Partenza quota 1100 m &#8211; arrivo quota 1667 m<br />
<strong>Durata</strong>: 3 ore e mezza in andata e 1 e mezza al ritorno<br />
<strong>Difficoltà</strong>: E+ / EE<br />
<strong>Sorgenti</strong>: Al rifugio Amatucci.<br />
<strong>Attrezzatura</strong>: Scarponi trekking, bastoncini, macchina fotografica, acqua, viveri.<br />
<strong>Note</strong>: Effettuare il sentiero con una guida per la mancanza di segnaletica.</p>
<p><strong>Descrizione:<br />
</strong><a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/costone-raiamagra.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-111" title="Costone del Raiamagra" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/costone-raiamagra-250x188.jpg" alt="Costone del Raiamagra" width="250" height="188" /></a>Dagli impianti di risalita per raggiungere il <strong>Monte Raiamagra</strong> è possibile come detto in un&#8217;altra relazione, salire sulla pista settevalli e percorrerla facilmente fino in vetta. Per gli amanti della Montagna e dell&#8217;escursionismo vero, esiste un altro sentiero, più affascinante e più faticoso.<br />
Dal parcheggio principale, prima del cancello degli impianti , si prosegue verso il <strong>maneggio</strong> e dal maneggio superando un piccolo cancello ci dirigeremo verso una pista da sci dismessa , ben rintracciabilie e subito individuabile. La pista parte in pendenza lungo un crinale costeggiando un vallone sulla destra e un bosco sulla sinistra, il tutto immersi in una faggeta altissima. Il percorso in questo tratto invita da solo l&#8217;escursionista alla meta ed è necessario proseguire sulla traccia principale senza prendere nessuna deviazione. La salita è intervallata da qualche piccolo falsopiano e conduce nel giro di une mezz&#8217;oretta circa ad un valico: il <strong>Colle del Sacrestano</strong>.<br />
Dal Colle del Sagrestano , sulla sinistra parte la direttissima sulla pista nera Nordica, ma per assaporare di più l&#8217;essenza della montagna, si prosegue in direzione del bosco, sulla continuazione della pista precedente, affiancando due massi e alcune rocce che conducono all&#8217;interno della fitta faggeta.<br />
La faggeta è facile da percorrere, una traccia di mulattiera è ben visibile e si intuisce anche in inverno. Percorrendola si giunge dopo sali e scendi in declivi ad una località scoperta, soprannominata la &#8220;<strong>loggetta del Raiamagra</strong>&#8220;.<a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/loggetta-del-raiamagra.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-112" title="Loggetta del Raiamagra" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/loggetta-del-raiamagra-250x188.jpg" alt="Loggetta del Raiamagra" width="250" height="188" /></a><br />
Dalla Loggetta percorrendo il crinale sulla destra , invece di proseguire per la mulattiera che conduce a <strong>Valle d&#8217;Acera</strong>, giungiamo in prossimità di un belvedere entusiasmante sul <strong>Monte Accellica</strong> e sulle valli di Acerno.<br />
Scattata qualche foto, ritorniamo al bivio tra la mulattiera appena lasciata e quella che conduce alla già nominata Valle d&#8217;Acera. A questo punto , con una guida, il consiglio è quello di tagliare su alcune rocce per intraprendere la salita panoramica ed entusiasmante al costone Raiamagra.<br />
Proseguendo tra rocce e arbusti si giunge con una lunga escursione ai crinali esposti al Mare e alla <strong>valle del Calore</strong>, finchè con passo decsio si arriva in prossimità del <strong>Rifugio Canadese</strong>. Lungo la salita al crinale nelle giornate limpide è possibile scorgere il <strong>golfo di Salerno</strong> e addirittura <strong>Capo Palinuro</strong>. Nel versante Est &#8211; Nord &#8211; Est invece la visuale potrà spaziare fino al Matese.<br />
Dal Rifugio Canadese proseguire per il &#8220;<strong>viale Raiamagra</strong>&#8221; fino al rifugio ristorante <strong>Amatucci </strong>e dal rifugio raggiungere il belvedere panoramico sul <strong>Lago Laceno</strong>.<br />
A questo punto i più forti e allenati possono ritornare sul costone e prendere una deviazione sulla destra lungo la <strong>pista nordica</strong> che condurrà in poco tempo, con visuali mozzafiato sui monti del comprensorio del Laceno, al Colle del Sagrestano, dove sarà possibile effettuare la stessa strada della partenza fino al maneggio.<br />
Questo sentiero è consigliabile sopratutto in inverno con ciaspole e piccozza.</p>
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		<title>Altopiano Laceno: meta invernale, estiva, primaverile e autunnale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 08:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/laceno-e-raiamagra.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-101" title="Laceno e Raiamagra" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/laceno-e-raiamagra-250x188.jpg" alt="Laceno e Raiamagra" width="250" height="188" /></a>Dopo aver spiegato alcune argomentazioni fondamentali dai precedenti articoli, ai più sarà venuto un dubbio sul periodo in cui <strong>Laceno</strong> offre più spunti e più attrazioni. Bene, consideriamo allora stagione per stagione perchè credo che l&#8217;<strong>altopiano</strong> abbia scopo di visite in ogni singolo mese dell&#8217;anno (a volte anche in più settimane al mese) e sia dotato di particolari elementi non trascurabili ad una sola stagione. Iniziamo come ovvio dall&#8217;<strong>Inverno</strong>, periodo dell&#8217;anno per eccellenza del <strong>Lago Laceno</strong>. Conosciuto e rinomato come <strong>località sciistica</strong>, è considerato uno dei posti più interessanti di Italia per le sue particolarità negli <strong>impianti di risalita</strong>, nelle <strong>piste da sci</strong> e nella ubicazione stessa dell&#8217;impianto. Precisiamo che però non è possibile avere a disposizione queste attrezzature ad ogni annata perchè (considerando soprattutto gli ultimi anni) la sua disposizione a sud su montagne non troppo elevate non permette il suo utilizzo completo (e a volte anche parziale) da Dicembre a Febbraio. Purtroppo è capitato di dover annullare un&#8217;intera stagione invernale e non serve andare troppo indietro per ricordarsi il tremendo inverno 2006-2007 (gli impianti aprirono solo 3 volte) e, in parte minore seppure pessima, anche l&#8217;annata scorsa, dove gli impianti oltre ad aprire poche volte non sono stati quasi mai fruibili fino a valle ma solo fino all&#8217;intermedio. Gli impianti (a cui dedicheremo un capitolo a parte) nascono all&#8217;interno del <strong>Monte Raiamagra</strong>, immersi nelle faggete (caratteristica unica), diverse piste di diverse difficoltà su cui spuntano la più lunga, ossia la &#8220;<strong>Settevalli</strong>&#8221; (blu) e la &#8220;<strong>Nordica</strong>&#8221; pista nera ora chiusa. Sul crinale del Monte Raiamagra (o anche <strong>Rajamagra</strong>) a quota <strong>1667</strong>, un piccolo <strong>anello di fondo</strong> di circa <strong>2km</strong> che si apre alla visuale del mare (approfondiremo). Due<strong> rifugi-ristorante</strong>, uno a <strong>quota 1400</strong> e l&#8217;altro a 1667, un r<strong>ifugio canadese</strong> sul costone esposto, un <strong>campo scuola</strong>, un impianto di <strong>snow tubing</strong>.<br />
Dall&#8217;inverno (che riprenderemo ovviamente nei dettagli nei prossimi capitoli) passiamo alla <strong>primavera</strong> periodo consigliatissimo per le prime <strong>escursioni nei boschi</strong>. Tra Marzo e Aprile (in periodi non freddi, altrimenti è da considerarsi anche Maggio) infatti, lo spettacolo delle <strong>gemme </strong>degli alberi, dell&#8217;erba verde nell&#8217;altopiano e dei tantissimi fiori, renderanno le vostre passeggiate ricche di gioia e di colori che verranno captati dai vostri occhi e trasferiti direttamente alle vostre emozioni. In questo periodo dell&#8217;anno consigliabili sono i vari <strong>sentieri di sorgente</strong>, ossia tutte quelle stradine di montagna che vi conducono dietro l&#8217;altopiano in canali secchi in estate. Uno spettacolo davvero indescrivibile, sopratutto se si pensa alla <strong>Fiumara di Tannera</strong> e ai centinai di ruscelletti e cascatelle che si formano con lo sciogliersi delle neve e con il refluire delle piogge.<br />
Dalla primavera all&#8217;<strong>estate</strong> e qui dal trekking passiamo al <strong>relax</strong> e al riposo assoluto. Posto ideale per sedersi sotto il <strong>verde di un faggio</strong> e di osservare la natura calda e selvaggia. <strong>Passeggiate a cavallo</strong> e sedute di <strong>tiro con l&#8217;arco</strong> sono all&#8217;ordine del giorno ma ciò che reputo più fattibile in questa stagione sono i distensivi <strong>giri in bicicletta</strong> intorno al circuito. <a href="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/fiore-fiumara-di-tannera.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-102" title="Fiore alla Fiumara di Tannera" src="http://www.laceno.net/wp-content/uploads/2009/02/fiore-fiumara-di-tannera-250x188.jpg" alt="Fiore alla Fiumara di Tannera" width="250" height="188" /></a>Il sole vi accarezzerà, ma il venticello vi rinfrescherà allo stesso tempo, qualche pedalata leggera, spensierata e ogni tanto qualche sorso alla &#8220;<strong>Sorgente Tronola</strong>&#8221; sono l&#8217;ideale per mettersi in sesto con se stessi. Inoltre consigilate all&#8217;alba splendide corse a piedi di circa 5 &#8211; 10 km accompagnati (tra giugno e luglio, sempre all&#8217;alba) da simpatiche orde di ranocchie che si riversano dal lago sulla strada.<br />
Ma l&#8217;attività per eccellenza a mio avviso è il riposo nei boschi adiacenti al <strong>piano l&#8217;Acernese</strong> e al <strong>piano dei Vaccari</strong>, dove vi sarà possibile trovare sotto le faggete ampi spazi verdi e freschi dove leggere o fare qualche chicchierata con gli amici, senza contare le postazioni attrezzate per cucinare (lasciando sempre tutto pulito!!) e quindi per passare l&#8217;intera giornata.<br />
L&#8217;<strong>autunno </strong>(stagione finale di questo resoconto) invece, è la stagione della riflessione e della <strong>fotografia</strong>. In questo periodo il lago non è molto frequentato e infatti i mesi da Settembre a Dicembre sono quelli dove il <strong>silenzio</strong> la farà da vero padrone, insieme ai numerosi colpi d&#8217;occhio. Il giallo delle piante vi scalderà l&#8217;anima, i tappeti rossi del sottobosco vi massaggeranno le piante dei piedi durante le vostre escursioni oltre a prestarvi campo per le vostre fotografie. Il lago si presenta opaco e di un colore molto vicino al marrone tinto di grigio, alcuni alberi matureranno le loro bacche rosse novembrine, i <strong>corvi reali</strong> alla mattina &#8220;urleranno&#8221; il loro dominio sull&#8217;altopiano e le prime nebbie annesse alle prime brinate renderanno invisibile e spettrale tutto ciò che ai vostri occhi vi si era presentato.<br />
Quindi dall&#8217;analisi ne emerge un Laceno <strong>365 giorni</strong>, visitabile in ogni periodo dell&#8217;anno e a seconda delle aspettative in una determinata stagione. Per chi come me ha preso questo posto come obiettivo di &#8220;studio&#8221; di &#8220;passione&#8221; sicuramente non vi sarà mese che verrà dimenticato e vi assicuro che man mano la conoscenza del &#8220;lago&#8221; entrerà in voi inizierete a provare il desiderio di osservarlo anche più volte in una settimana.</p>
<p>Angelo Mattia Rocco</p>
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